RICCARDO MENEGHINI

Visione
sostenere ogni corpo nel liberarsi da strutture rigide e accedere a un’espressione autentica, mobile e profondamente personale.
La mia ricerca unisce movimento, consapevolezza e tocco come strumenti di connessione e trasformazione. Il lavoro nasce dall’incontro tra ricerca fisica e immaginazione: il movimento diventa narrazione interiore, un linguaggio che emerge da impulsi, memorie ed emozioni. Il corpo si fa spazio vivo, capace di dialogare con sé e con l’altro.
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Lavoro con il corpo come luogo d’ascolto e di relazione, dove il gesto diventa linguaggio, poesia e presenza.

novità:

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ci vediamo a Verona il 14 marzo

SPETTACOLI

Stile metodo filosofia

INSEGNAMENTO

La classe di danza contemporanea  lavora sul corpo come strumento capace di rendere visibili spazio, tempo, forma e qualità del movimento. Attraverso pratiche guidate e composizione istantanea, esploriamo la possibilità che il movimento nasca da qualsiasi punto del corpo (e anche dallo spazio), superando un’idea di “centro” fisso e liberando la presenza scenica dall’ego.

Il lavoro integra decentralizzazione, grain (direzioni e texture del gesto), gravità e verticalità (peso, rilascio, sospensione) e un uso attivo di immaginazione e percezione sensoriale. La classe alterna momenti di ricerca percettiva, esercizi tecnici e sequenze, con attenzione a dinamiche, transizioni e qualità energetiche (tensione, rilassamento, release).

L’obiettivo è sviluppare un corpo preciso, fluido e disponibile, capace di scolpire lo spazio, modulare il tempo, costruire forme e dare “sapore” al movimento — trasformando la tecnica in un linguaggio personale.

 

La classe che si basa sui principi della Release Technique e si concentra sull’uso del peso, della fluidità e dell’allineamento del corpo nello spazio. Il lavoro attraversa improvvisazione guidata, esplorazione anatomica e esercizi strutturati, favorendo un movimento efficiente, sensibile e organico.

Attraverso indicazioni somatiche e sensoriali, si affina l’ascolto percettivo e si ampliano le possibilità di movimento, trasformando schemi già appresi. Le pratiche possono essere svolte individualmente o in relazione, con o senza contatto fisico. Le qualità del movimento sono influenzate dalla mia esperienza nelle arti marziali, nel lavoro somatico e studi si Scienze Motorie (ISEF Verona) con formazione approfondita in anatomia, fisiologia e biomeccanica.

La classe sviluppa fluidità, precisione e sospensione, una relazione integrata con il pavimento e la capacità di utilizzare l’energia in modo economico. Il percorso conduce verso una maggiore autonomiaconsapevolezza corporea e libertà espressiva, permettendo agli studenti di applicare gli strumenti acquisiti nella propria danza

Le mie lezioni di Contact Improvisation nascono da un percorso iniziato alla fine degli anni ’90 e sviluppato attraverso l’incontro con insegnanti e figure fondamentali della prima generazione della Contact. Da questa trasmissione ho ricevuto non solo una tecnica, ma soprattutto un’attitudine: la Contact come territorio di ricerca in cui gravità, peso, momentum, attrito e riflessi diventano materiali creativi, dentro una pratica fondata su ascolto, reciprocità ed equità.

Al centro del mio insegnamento c’è l’idea di responsabilità condivisa: prendersi cura dei propri limiti insieme alla cura dell’altro, costruendo un ambiente di lavoro sicuro, consapevole e non gerarchico.

La mia pedagogia integra anche una formazione multidisciplinare (scienze motorie, sport, anatomia e biomeccanica, studi di shiatsu), unita a oltre vent’anni di esperienza professionale come danzatore e docente in compagnie, scuole, istituzioni e festival internazionali.

Per me la Contact Improvisation è il punto d’incontro tra danza, sport, anatomia, ascolto e composizione istantanea: una pratica che continuo a coltivare e trasmettere mantenendo vivo lo spirito originario di ricerca, cura reciproca ed esplorazione condivisa.

I miei laboratori creativi sono spazi di ricerca e trasmissione in cui composizione, improvvisazione e fondamentali della danza contemporanea si intrecciano in un processo organico. Il lavoro affonda le radici nei principi di Alwin Nikolais e Carolyn Carlson, intesi non come stile ma come campo di possibilità, e dialoga con la mia lunga esperienza nella Contact Improvisation, che informa profondamente l’approccio al corpo, al peso e alla relazione.

Attraverso pratiche guidate, esercizi percettivi e composizione istantanea, i partecipanti sono invitati a sviluppare un corpo decentralizzato, disponibile e sensibile, capace di generare movimento a partire da impulsi interni, immagini e relazioni con lo spazio e con gli altri. L’improvvisazione diventa uno strumento di ascolto, scelta e adattamento, mentre la composizione offre strutture leggere per trasformare l’intuizione in forma leggibile.

Il laboratorio integra lavoro su peso, gravità, grain, sospensione, dinamica e qualità del gesto, con un’attenzione costante alla percezione sensoriale, alla presenza e alla relazione. La tecnica è intesa come un trampolino: una base solida da cui espandere il vocabolario personale e aprire nuove possibilità nella propria danza.

Il percorso è sostenuto da una pedagogia che unisce chiarezza, rigore e libertà espressiva, creando un ambiente di lavoro sicuro e condiviso. I laboratori sono aperti a danzatori e performer interessati a esplorare la danza come atto poetico, processo compositivo e pratica viva di relazione, mantenendo lo spirito originario della ricerca, della cura reciproca e dell’immaginazione in movimento.

Nelle mie creazioni mi lascio guidare dalla natura, dai temi che emergono nel processo, dalle immagini e dallo spazio cinetico che si rivela nel lavoro, insieme alle relazioni visive ed emotive tra i corpi. Cerco di svelare connessioni invisibili tra storie e mondi interiori, affinché la danza diventi una narrazione sottile — una poesia in movimento — senza mai assumere un carattere troppo letterale.

Voglio lasciare allo spettatore lo spazio per portare il proprio vissuto e trovare un personale “sentire”.

Nel mio insegnamento coltivo la stessa attenzione alla presenza e all’ascolto, unendo chiarezza, disciplina e libertà espressiva. Accompagno ogni studente verso la propria autenticità, invitandolo a riconoscere il corpo come luogo di ricerca, verità e dialogo.

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Il mio lavoro nasce da un corpo curioso e da un’energia fisica viva.
La formazione eterogenea — dalla danza classica alla composizione istantanea — mi ha permesso fin da giovane di assorbire linguaggi diversi del movimento e trasformarli in un vocabolario personale.
Amo l’esplorazione, l’improvvisazione, il contatto e lo studio della tecnica, che considero un trampolino: una base solida da cui altri strumenti possono espandersi e trasformare l’intuizione in forma, la sensazione in gesto.
Da questo terreno nascono le strutture e le frasi coreografiche che creo, pensate per dialogare con il pubblico, evocare immagini e trasmettere un messaggio.

La danza è un campo magnetico di presenze e memorie: un linguaggio che evoca, connette e invita chi guarda a sentirsi parte di una visione comune.

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